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Panzini, Alfredo - Che cosa è l'amore? - gratis nella Collana Bacheca eBook



Ebook della raccolta di novelle dello scrittore Alfredo Panzini, Che cosa è l'amore?, del 1912, che racchiude 12 novelle imperdibili, ironiche, sapientemente descrittive, vivaci, incentrate sul tema dell'innamoramento.
Panzini è nato a Senigallia, nelle Marche, poco conosciuto e poco letto, è uno scrittore davvero troppo sottovalutato. 

Ecco come si definiva:

"...Così io – come colui che fuma sigarette – ho scritto tante novelle, e romanzi, e storia, e schede che quasi me ne vergogno.
Avrei molto amato scrivere romanzi di pura avventura, e diciamo “romanzi gialli”; ma bisogna esserci nati, e questo genere di fantasia non è da tutti. Io fui trascinato da
altre fantasie e mi sono guadagnato, nei giudizi più benigni, il titolo di “moralista” e alcuni hanno aggiunto, di “benevolo pessimista”.
Se anche così fosse, non l’ho fatto apposta. " (A. Panzini)

Vi lascio anche due righe tratte da queste novelle, per dare un'idea minima dell'acutezza descrittiva di Panzini:  

"Dieci anni addietro questa barba orribile non era nata: fra le mie scarpe ed i miei calzoni esisteva un’intesa di eleganza e la mia cravatta svolazzante era come una bandiera di giovinezza. Ero astemio. I miei capelli fiorivano sul mio capo dolcemente al tepore della mia anima sciocca, ma sensitiva. Io giungevo per la prima volta a Milano così sicuro di essere accolto nel Grande Hôtel della gloria, come il mio primo quadro era stato accolto all’Esposizione di Brera: le poche centinaia di lire che avevo in tasca, mi parevano un capitale a fondo illimitato, come si legge nelle Società di banca, «capitale a fondo illimitato». La prima impressione di Milano non fu piacevole. Era un mattino grigio di febbraio; e già quel verde crudo della campagna sotto il cielo basso che gemeva di pioggia, mi pareva un colore stonato, disteso da un cattivo pittore. Le case, le strade, tutto mi pareva precipitare verso una tinta unica: un grigio caffè e latte. Perchè uno è imbecille? Perchè ha i sensi che fanno vedere e sentire tutto falso."(da La Busecca)

"Ella ascoltava. Un grazioso sorriso di meraviglia e di pietà balenava sulle sue labbra. Il volto, un po’ chinato, mi si faceva sempre più da presso: un volto pallido, ambrato, fine, strano, delimitato da un velo nero che si inarcava sulla fronte: perchè all’infuori di quel volto bianco, di due nude bianche mani, tutto era nero: tutta chiusa ella era in una veste nera. Ma non ne emanava alcun fantasma di morte o di lutto; ma come un profumo esotico e forte." (da Le Olimpiadi e la signorina Olimpia)



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