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De Amicis, Edmondo - Amore e ginnastica - gratis nella Collana Bacheca eBook

Ebook del romanzo breve di De Amicis Amore e Ginnastica, del 1892, un libro molto diverso da Cuore, dai sentimentalismi, dalle grandi commozioni, lontano persino dalla morale bacchettona di fine secolo.
Italo Calvino definisce questo romanzo "probabilmente il più bello, certo il più ricco di humour, malizia, sensualità, acutezza psicologica che mai scrisse Edmondo de Amicis".
Si tratta di un romanzo che già dal titolo lascia trasparire un universo eccentrico, ambiguo e malizioso.
La trama si svolge a Torino, dove in via San Francesco d'Assisi, vivono non distanti il timido segretario (ex seminarista) Celzani, il maestro Fassi, e la maestra Pedani, insegnante di ginnastica.
La donna, ventisette anni, «larga di spalle e stretta di cintura», poco incline ai sentimentalismi, respinge la dichiarazione d'amore del timido scrivano, il quale non riesce a non pensare alla donna, a quel corpo modellato come una statua, "che spirava da tutto il corpo la salute e la forza".
Questa donna è molto diversa dai personaggi femminili di De Amicis, rappresenta forse un nuovo ideale, emancipato, in grado di rapportarsi alla pari con l'universo maschile.
Don Celzani, invece, è una specie di voyer, un erotomane ("nessuno avrebbe mai pensato che non sfuggisse alla sua vista né un piedino scoperto sul montatoio d'una carrozza, né una fotografia libera in una vetrina, né una coppia tortoreggiante sotto un portone, né alcuna cosa od immagine che potesse eccitare i sensi"), incapace però di tenere testa al carattere virile della Pedani.
Alla fine del romanzo il povero Celzani, esasperato dalla vicinanza con la donna che non può avere, decide di cambiare sede lavorativa. 

Il finale è comico e brillante: 
"Il signor Celzani? - domandò la maestra. 
Egli ruppe in un singhiozzo, e mormorò: - Son venuto a dirle addio! 
Ma non aveva finito di dirlo, che si sentí una mano vigorosa sulla nuca e due labbra infocate sulla bocca, e nella gioia delirante che lo invase in quell'immenso paradiso oscuro dove si sentí sollevato come da un turbine, non poté cacciar fuori che un grido. "


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